14) Marx. Sulla comunione delle donne.
Marx affronta il tema della comunione delle donne nei
Manoscritti e nel Manifesto. Nella prima opera egli osserva che il
rifiuto del matrimonio come propriet privata esclusiva comporta
nel comunismo rozzo la comunanza delle donne o prostituzione
generale. Nella seconda all'accusa che i comunisti vogliono la
comunione delle donne, Marx risponde in modo volutamente ambiguo.
a) K. Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844, Terzo
manoscritto (vedi manuale pagina 42).
 [...] infine tale movimento che consiste nell'opporre la
propriet privata generale alla propriet privata, si esprime in
una forma animale come la seguente: al matrimonio (che 
indubbiamente una forma di propriet privata esclusiva) si
contrappone la comunanza delle donne, dove la donna diventa
propriet della comunit, una propriet comune. Si pu dire che
questa idea della comunanza delle donne  il mistero rivelato di
questo comunismo ancor rozzo e materiale. Allo stesso modo che la
donna passa da matrimonio alla prostituzione generale, cos
l'intero mondo della ricchezza, cio dell'essenza oggettiva
dell'uomo, passa dal rapporto di matrimonio esclusivo col
proprietario privato al rapporto di prostituzione generale con la
comunit.
Nel rapporto con la donna, in quanto essa  la preda e la serva
del piacere della comunit, si esprime l'infinita degradazione in
cui vive l'uomo per se stesso: infatti il segreto di questo
rapporto ha la sua espressione inequivocabile, decisa, manifesta,
scoperta, nel rapporto del maschio con la femmina e nel modo in
cui viene inteso il rapporto immediato e naturale della specie. Il
rapporto immediato, naturale, necessario dell'uomo con l'uomo  il
rapporto del maschio con la femmina. In questo rapporto naturale
della specie il rapporto dell'uomo con la natura  immediatamente
il rapporto dell'uomo con l'uomo, allo stesso modo che il rapporto
con l'uomo  immediatamente il rapporto dell'uomo con la natura,
cio la sua propria determinazione naturale.
K. Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844, Einaudi,
Torino, 1949, pagine 119-120.

b) K. Marx, Manifesto, secondo.
Abolizione della famiglia! Anche i pi radicali inorridiscono di
fronte a tanto vergognoso disegno dei comunisti.
Qual  il fondamento della famiglia di oggi, della famiglia
borghese? Il capitale, il guadagno privato. Una famiglia
interamente sviluppata non esiste per la borghesia; essa tuttavia
trova il suo completamento nella forzata mancanza di famiglia dei
proletari e nella prostituzione pubblica.
La famiglia del borghese scompare naturalmente con lo scomparire
di questo suo completamento, ed entrambe vengono meno una volta
distrutto il capitale.
Ci rimproverate di voler eliminare lo sfruttamento dei figli da
parte dei loro genitori? Questo misfatto noi lo confessiamo.
Ma voi dite che rimpiazzando l'educazione familiare con quella
sociale noi distruggiamo i rapporti pi cari.
E non  forse determinata anche la vostra educazione dalla
societ? dai rapporti sociali nel cui ambito voi educate,
dall'interferenza, diretta o indiretta che sia, della societ
tramite la scuola, eccetera? I comunisti non hanno inventato
l'influenza della societ sull'educazione, essi hanno solo
trasformato il suo carattere, sottraendo l'educazione
all'influenza della classe dominante.
La fraseologia borghese sulla famiglia e sull'educazione, sui
rapporti affettivi tra genitori e figli, appare tanto pi
disgustosa, quanto pi, a causa della grande industria, viene a
mancare ai proletari ogni legame familiare e i bambini divengono
semplici articoli di commercio e strumenti di lavoro.
Ma voi comunisti intendete adottare la comunanza delle donne, ci
grida in coro tutta la borghesia.
Il borghese non vede nella propria moglie che uno strumento di
produzione. Ode che gli strumenti di produzione debbono essere
sfruttati in comune e naturalmente si sente autorizzato a credere
che la medesima sorte toccher anche alle donne.
Non pensa minimamente che la questione sta proprio in ci; abolire
la posizione della donna come semplice strumento di produzione.
D'altra parte non v' nulla di pi ridicolo di questo orrore
altamente morale che provano i nostri borghesi per la pretesa
comunanza ufficiale delle donne nel comunismo. I comunisti non
hanno bisogno d'introdurre la comunanza delle donne, essa  quasi
sempre esistita.
I nostri borghesi, non paghi di poter disporre delle mogli e delle
figlie dei loro proletari - per non parlare della prostituzione
ufficiale - considerano il sedursi reciprocamente le mogli uno dei
divertimenti pi piacevoli.
Il matrimonio borghese  in pratica la comunanza delle mogli. Al
massimo si potrebbe muovere ai comunisti il rimprovero di voler
sostituire la comunanza delle donne ipocritamente mascherata con
una comunanza ufficiale, palese. D'altra parte va da s che, una
volta scomparsi gli attuali rapporti di produzione, viene meno
anche la corrispondente comunanza delle donne, cio la
prostituzione ufficiale e non ufficiale.
Marx, Opere, Newton Compton, Roma, 1975, pagine 365-366.
